Con l’ultimo articolo, ci eravamo lasciati ai bonus/malus prodotti dalla contrazione isometrica, consiglio a chi non lo avesse letto di farlo prima di proseguire la lettura, sul link sotto.

PARTE PRIMA: https://www.calisthenics.it/wp-admin/post.php?post=6143&action=edit

Procediamo quindi, con l’analisi di ulteriori benefici; se confrontiamo il mantenimento dei risultati, forza e tono guadagnati con lavoro isometrico, tendono a perdurare più a lungo rispetto ai benefici prodotti tramite altri lavori dinamici; sempre più video virali mostrano vecchiette ottuagenarie ex ginnaste, che ancora si destreggiano come possono alle parallele, e colleghi maschi sopra i 60 ancora in grado di mantenere una “Elbow planche”.

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Elbow planche

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Elbow planche

 

 

 

 

L’allenamento isometrico,migliora anche i livelli di concentrazione e di energia: a livello di concentrazione mentale, gli esercizi dinamici risultano dispersivi, gli esercizi statici aiutano a aumentare il focus su ciò che si sta allenando; a livello di energia, quella usata per il lavoro isometrico non è molta, e arrivati a fine allenamento non si avverte la stessa stanchezza che si produce con allenamenti aerobici o dinamici, ma quasi ancora una sensazione di vigore. Le tecniche isometriche infatti, possono essere eseguite anche ogni giorno, in quanto non provocano grande stress muscolare a livello meccanico sulle fibre, (ho detto non provocano stress, non che non sollecitino molto i muscoli! Gran parte dello stress, è a carico del SNC, non del distretto muscolare) e se eseguite in maniera corretta, non sono pericolose.

Importante inoltre, l’aspetto funzionale; nella quotidianità, quando abbiamo a che fare con carichi, non lavoriamo mai per serie e ripetizioni o con distretti muscolari isolati (tipici lavori da definizione e con l’ausilio di macchinari), ma tendiamo a usare sempre movimenti multiarticolari, e gestire carichi per un certo periodo di tempo continuo per poi appoggiarli, in modo isometrico (si pensi a un trasloco, o portare le borse della spesa). Anche in quest’ottica, l’allenamento isometrico risulterà apportare più vantaggi rispetto a dinamici.

Non è però tutto oro quello che luccica, come si suol dire; tutti questi vantaggi sono veri e indubbi, ma apportano grandi benefici solo a sport dove l’aspetto di forza relativa ha importanza fondamentale. E’ il modo, diciamo, per arrivare alla miglior forza possibile, relazionata a ipertrofia contenuta, per non perdere i benefici derivanti dal peso corporeo, in sport dove esso fa la differenza.

Come tutti, l’allenamento isometrico ha i suoi limiti, fra i quali: la forza sviluppata, esprime appieno la sua efficacia in movimenti angolo-dipendenti (si diventa forti in quelle determinate posizioni), e necessiterebbe quindi di molte isometrie diverse per un lavoro il più possibile equilibrato. A livello estetico, il suo limite è quello di costruire un fisico tonico e asciutto, ma senza lavorare sulla massa. A livello di forza assoluta, e non relativa quindi, può far arrivare vicini alla massima espressione di forza/area muscolare, rendendo efficacissimo il sistema neuromuscolare e il reclutamento delle unità motorie, ma una volta raggiunto quello, si deve per forza lavorare sulla sezione per aumentare in senso assoluto. Anche il fisico più neurologicamente condizionato possibile, non può reggere un paragone assoluto con uno con aree muscolari troppo più voluminose, benché a parità di volume, sia molto più forte (es. pratico, nessuno si sognerebbe di dire che un ginnasta pure di alto livello come Yuri Chechi dei vecchi tempi, sia in assoluto più forte di Eddie Hall, vedi immagine sotto). Non c’è quindi un allenamento “giusto” e uno “sbagliato”, banale a dirlo, dipende dai propri obbiettivi personali estetici, e se prediligere o meno l’efficienza massima, con forza relativa (benché grande), o la forza bruta.

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Eddie Hall

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Yuri Chechi

 

 

 

 

 

 

Sopra, due grandissimi atleti con fisici ben differenti; Yuri, ipertonico e definito, grazie a anni di allenamenti con molte tenute isometriche. Hall, immenso grazie a genetica, dedizione, e allenamenti concentrici-eccentrici con enormi carichi.

Articolo a cura di:

Dott. Di Scienze Motorie Castelli Giorgio

Mail: giorgio.caste@hotmail.it

Pagina Fb: Science of Calisthenics – Giorgio Castelli

Immagini prese dai seguenti siti: